“Chi sono io tra l’immagine che ho fuori e l’immagine che mi agisce
dentro? Poter verbalizzare questo è cinelogia.” (Antonio Meneghetti)
IX CONGRESSO INTERNAZIONALE DI ONTOPSICOLOGIA
Locale: Hotel Cavalieri Hilton - Roma
Tema: “Il Cinema e l’Inconscio”
Data: 9-13 maggio 1982
Viene trattata in ambito scientifico internazionale la metodologia
Cinelogia. Tavole rotonde sui film sono condotte con la partecipazione
di Giancarlo Giannini (attore) e altri esponenti del cinema. Intervennero
per l’occasione, artisti, registi, attori, produttori cinematografici,
sociologi, psicologi, psichiatri.
L’evento permise al Prof. Antonio Meneghetti di analizzare il fenomeno
cinema in tutti i suoi risvolti, sviscerando le profonde motivazioni
delle sue origini rintracciabili nel teatro, analizzando la
personalità degli operatori di cinema, sintetizzatori ed espositori di
quella sensibilità inconscia che attanaglia il nostro secolo. Il fatto
filmico si dimostrò ideale per verificare l’autenticità dell’Io
individuale e le relazioni sociali.
Assumendo, quindi, un qualunque film come un prodotto onirico
dell’inconscio collettivo e individuale, si può strumentalizzarlo per
consentire l’interazione riflessa degli spettatori al fine di
evidenziarne le costellazioni subliminali.
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giovedì 16 aprile 2009
venerdì 13 marzo 2009
Cinelogia e ontopsicologia
“In quanto studiosi, siamo di solito impegnati in campi diversi dal mondo del cinema. In un certo senso siamo scissi dagli attori, che sono gli “agenti” di tutti quei fenomeni che “pilotano” l’azione umana, per cui guardare il protagonista nell’evento di un fatto universale può essere visto sotto una falsa luce.
Infatti, ho sempre notato che una cosa è il ruolo – sia di sacerdote, che di magistrato o di attore cinematografico – ben altra cosa è l’uomo, l’individuo. E di solito un attore cinematografico viene conosciuto secondo il cliché, le cui componenti sono tante. Tra queste, è molto importante il pubblico alle cui aspettative gli attori si sforzano di corrispondere.
Analizzando il fatto cinema, in realtà analizziamo il nostro inconscio: non quello dell’attore o del regista, ma quello umano in generale, di cui loro sono soltanto gli espositori”
Antonio Meneghetti, atti del IX Congresso Internazionale di Ontopsicologia svoltosi a Roma dal 9 al 13 maggio 1982
Infatti, ho sempre notato che una cosa è il ruolo – sia di sacerdote, che di magistrato o di attore cinematografico – ben altra cosa è l’uomo, l’individuo. E di solito un attore cinematografico viene conosciuto secondo il cliché, le cui componenti sono tante. Tra queste, è molto importante il pubblico alle cui aspettative gli attori si sforzano di corrispondere.
Analizzando il fatto cinema, in realtà analizziamo il nostro inconscio: non quello dell’attore o del regista, ma quello umano in generale, di cui loro sono soltanto gli espositori”
Antonio Meneghetti, atti del IX Congresso Internazionale di Ontopsicologia svoltosi a Roma dal 9 al 13 maggio 1982
venerdì 16 gennaio 2009
Psicologia e comunicazione
"Il secolo che si è da poco chiuso alle nostre spalle ha evidenziato, come ultima tendenza, nella
diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, la nuova frontiera dell’evoluzione del linguaggio.
Oggi siamo di fronte ad un nuovo spaccato dell’universo. Come sarà l’evoluzione della
comunicazione così sarà l’umano.
Entrando nel Terzo Millennio ci rendiamo conto che la tecnologia sta progressivamente prendendo il sopravvento sull’intuizione e sulla creatività umana. E’ indispensabile “la conoscenza e l’uso di una scienza umanistica capace di rintracciare l’essenza dell’uomo, recuperarne il senso e guidarlo razionalmente all’autocomprensione e all’autorealizzazione”(1).
(1) Antonio Meneghetti, La Cinelogia – Cinema e inconscio – Psicologica Editrice 2000, Roma
E' uscita la nuova edizione del libro dal titolo La Cinelogia ontopsicologica - Psicologica Editrice 2008, Roma
diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, la nuova frontiera dell’evoluzione del linguaggio.
Oggi siamo di fronte ad un nuovo spaccato dell’universo. Come sarà l’evoluzione della
comunicazione così sarà l’umano.
Entrando nel Terzo Millennio ci rendiamo conto che la tecnologia sta progressivamente prendendo il sopravvento sull’intuizione e sulla creatività umana. E’ indispensabile “la conoscenza e l’uso di una scienza umanistica capace di rintracciare l’essenza dell’uomo, recuperarne il senso e guidarlo razionalmente all’autocomprensione e all’autorealizzazione”(1).
(1) Antonio Meneghetti, La Cinelogia – Cinema e inconscio – Psicologica Editrice 2000, Roma
E' uscita la nuova edizione del libro dal titolo La Cinelogia ontopsicologica - Psicologica Editrice 2008, Roma
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lunedì 12 gennaio 2009
la cinelogia
La cinelogia è uno degli strumenti formativi che viene utilizzato dalla scienza ontopsicologica. È l’analisi delle dinamiche emotive attivate nello spettatore dall'impressione o contatto di immagini in scorrimento durante la proiezione di un film.
La cinelogia è basata proprio sulla reazione dei processi emotivi dello spettatore di fronte alle immagini proiettate. Esiste in ogni persona una forma di selezione che lo porta a scegliere l'esposizione di un certo tipo di comunicazione anziché un'altra.
Partendo da questo presupposto l'applicazione della cinelogia ontopsicologica rappresenta un passaggio per incentivare e testare negli spettatori la capacità critica circa l'esistenza individuale, attraverso l'analisi dell'esistenza dei protagonisti del film, cioè capire se l'esistenza dei protagonisti è strutturata in modo vincente e funzionale o in modo perdente (e perché) in riferimento esclusivo alla riuscita sociale, economica, politica ed esistenziale.
La cinelogia nasce dalla constatazione che tutta la conoscenza dell'individuo è basata sul meccanismo della proiezione: la realtà è in un modo, ma lo spettatore la registra e la vive secondo i propri modelli mentali. Di fatto raramente la coscienza coincide con il reale oggettivo, con conseguente sottrazione di funzionalità operativa per il soggetto.
Attraverso la cinelogia lo spettatore prende coscienza del proprio mondo interiore e della propria emozione e trova quindi un metro di confronto per rilevare sé a se stesso.
La cinelogia è basata proprio sulla reazione dei processi emotivi dello spettatore di fronte alle immagini proiettate. Esiste in ogni persona una forma di selezione che lo porta a scegliere l'esposizione di un certo tipo di comunicazione anziché un'altra.
Partendo da questo presupposto l'applicazione della cinelogia ontopsicologica rappresenta un passaggio per incentivare e testare negli spettatori la capacità critica circa l'esistenza individuale, attraverso l'analisi dell'esistenza dei protagonisti del film, cioè capire se l'esistenza dei protagonisti è strutturata in modo vincente e funzionale o in modo perdente (e perché) in riferimento esclusivo alla riuscita sociale, economica, politica ed esistenziale.
La cinelogia nasce dalla constatazione che tutta la conoscenza dell'individuo è basata sul meccanismo della proiezione: la realtà è in un modo, ma lo spettatore la registra e la vive secondo i propri modelli mentali. Di fatto raramente la coscienza coincide con il reale oggettivo, con conseguente sottrazione di funzionalità operativa per il soggetto.
Attraverso la cinelogia lo spettatore prende coscienza del proprio mondo interiore e della propria emozione e trova quindi un metro di confronto per rilevare sé a se stesso.
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