venerdì 13 marzo 2009

Cinelogia e ontopsicologia

“In quanto studiosi, siamo di solito impegnati in campi diversi dal mondo del cinema. In un certo senso siamo scissi dagli attori, che sono gli “agenti” di tutti quei fenomeni che “pilotano” l’azione umana, per cui guardare il protagonista nell’evento di un fatto universale può essere visto sotto una falsa luce.

Infatti, ho sempre notato che una cosa è il ruolo – sia di sacerdote, che di magistrato o di attore cinematografico – ben altra cosa è l’uomo, l’individuo. E di solito un attore cinematografico viene conosciuto secondo il cliché, le cui componenti sono tante. Tra queste, è molto importante il pubblico alle cui aspettative gli attori si sforzano di corrispondere.

Analizzando il fatto cinema, in realtà analizziamo il nostro inconscio: non quello dell’attore o del regista, ma quello umano in generale, di cui loro sono soltanto gli espositori”

Antonio Meneghetti, atti del IX Congresso Internazionale di Ontopsicologia svoltosi a Roma dal 9 al 13 maggio 1982

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