Nel mondo della globalizzazione, di internet, tutto diventa relativo a causa delle mediazioni. Quanto è importante oggi essere maschio o femmina? Resta il problema del singolo: su che cosa baso la mia identità? Che cosa è funzionale alla mia crescita? Come posso realizzare me stesso?
Ciò rende tutte le culture, le ideologie e gli stereotipi relativi. Possiamo trascendere tutti gli aspetti fenomenologici, rimanendo connessi con la morale della vita: conformità del comportamento al principio positivo della vita.L’80-90% dei messaggi che la società trasmette vanno a rinforzare gli stereotipi e i complessi, mai la vita vera che c’è in ognuno di noi. Per “educare alla persona” è necessario che, fin dall’inizio, i genitori e gli insegnanti educhino il bambino alla scoperta e all’ascolto dei suoi messaggi interiori, spontanei e originali. Né la scuola, né la famiglia possono sostituire la realizzazione interiore. Nel percorso di sensibilizzazione con i genitori è stato proiettato il film “In mezzo scorre il fiume” (Redford, USA, 1992). Il fatto-vita mostrato dal film sottolinea come la relazione diadica che la madre frustrata instaura con il figlio, fa sì che quest’ultimo, malgrado sia un ragazzo di grande talento, diventi un perdente e una persona incapace di sfruttare le opportunità della vita.
I bambini o la famiglia sono solo momenti di passaggio nella vita della persona, mai lo scopo finale. Insistendo sul rispetto della famiglia e promuovendo la devozione e il sacrificio, disorganizziamo il progetto finale dell’essere persona e rinforziamo la devianza sociale.
Il primo principio della natura è l’egoismo vitale: solo da un albero sano possono venire buoni frutti. Come diceva E. Fromm, “il principale compito dell’uomo è dare alla luce se stesso”. Questo è, se possibile, ancora più vero per le donne.
Ciò rende tutte le culture, le ideologie e gli stereotipi relativi. Possiamo trascendere tutti gli aspetti fenomenologici, rimanendo connessi con la morale della vita: conformità del comportamento al principio positivo della vita.L’80-90% dei messaggi che la società trasmette vanno a rinforzare gli stereotipi e i complessi, mai la vita vera che c’è in ognuno di noi. Per “educare alla persona” è necessario che, fin dall’inizio, i genitori e gli insegnanti educhino il bambino alla scoperta e all’ascolto dei suoi messaggi interiori, spontanei e originali. Né la scuola, né la famiglia possono sostituire la realizzazione interiore. Nel percorso di sensibilizzazione con i genitori è stato proiettato il film “In mezzo scorre il fiume” (Redford, USA, 1992). Il fatto-vita mostrato dal film sottolinea come la relazione diadica che la madre frustrata instaura con il figlio, fa sì che quest’ultimo, malgrado sia un ragazzo di grande talento, diventi un perdente e una persona incapace di sfruttare le opportunità della vita.
I bambini o la famiglia sono solo momenti di passaggio nella vita della persona, mai lo scopo finale. Insistendo sul rispetto della famiglia e promuovendo la devozione e il sacrificio, disorganizziamo il progetto finale dell’essere persona e rinforziamo la devianza sociale.
Il primo principio della natura è l’egoismo vitale: solo da un albero sano possono venire buoni frutti. Come diceva E. Fromm, “il principale compito dell’uomo è dare alla luce se stesso”. Questo è, se possibile, ancora più vero per le donne.
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